La retribuzione attuale di un muratore in Italia è il risultato di una combinazione di fattori che includono esperienza, livello di specializzazione, tipologia di contratto, area geografica e, in alcuni casi, la capacità di lavorare autonomamente su commesse specialistiche. I dati aggiornati al 2025 permettono di delineare un quadro chiaro sulle cifre reali del mestiere, con marcate differenze regionali e importanti variazioni tra le varie tipologie di impiego.
Le cifre reali: stipendi medi e variazioni
La retribuzione media mensile netta di un muratore dipendente in Italia si posiziona attorno ai 1.400-1.500 euro al mese, valore che tiene conto di un equilibrio tra operai poco esperti e figure più specializzate. Per i lavoratori alle prime armi, lo stipendio netto mensile può iniziare da circa 700-730 euro, mentre per chi ha una specializzazione consolidata e diversi anni di esperienza i guadagni superano facilmente i 2.000 euro al mese.
Queste cifre si intendono al netto delle tasse, considerando un contratto a tempo indeterminato e senza carichi di famiglia, con gli effetti delle addizionali regionali e comunali che possono incidere in base alla località. La retribuzione lorda di un muratore medio sfiora i 1.500 euro al mese, corrispondenti a circa 1.155 euro netti; un reddito annuo lordo di 25.000 euro si traduce in circa 19.400 euro netti annui su 13 mensilità, ovvero 1.492 euro netti al mese.
In termini di retribuzione oraria, il valore medio si attesta tra 12 e 13,95 euro per ogni ora di lavoro, con oscillazioni che vanno dai 12 euro per un profilo base fino a oltre 30 euro l’ora per professionisti molto richiesti o per lavori speciali.
Esperienza, contratto e specializzazione
Il livello di esperienza rappresenta una delle principali leve di crescita salariale per chi lavora nell’edilizia. Un apprendista muratore si colloca all’estremità inferiore della scala salariale, spesso con meno di 800 euro netti al mese. La progressione avviene sia per scelta del lavoratore (passaggio a ruoli di muratore specializzato) sia per riconoscimento aziendale e contrattuale, con la possibilità di raggiungere e superare i 2.000 euro netti al mese dopo alcuni anni e l’acquisizione di competenze avanzate.
Alcuni muratori esperti o con funzioni particolari — ad esempio chi opera su funi, in interventi in quota o su restauri speciali — possono guadagnare fino al 24% in più rispetto alla media, superando facilmente i 1.700 euro netti mensili.
Esistono inoltre differenze sostanziali tra lavoratori dipendenti e autonomi: chi lavora come libero professionista stabilisce spesso tariffe più alte, compatibilmente con la richiesta di mercato e la propria notorietà, ma sopporta anche i rischi e la variabilità legata all’assenza di un reddito fisso.
Differenze regionali in Italia
Uno dei fattori che più influisce su quanto guadagna veramente un muratore è l’area geografica in cui opera. Il differenziale tra Nord, Centro e Sud Italia è marcato — e questa disparità dipende dall’andamento del settore, dalla domanda di manodopera specializzata, nonché dal costo della vita e dagli investimenti nel comparto edile.
- NORD ITALIA: i salari sono i più alti. Un muratore può guadagnare tra 1.800 e 2.200 euro netti al mese, grazie a una maggiore richiesta, grandi cantieri e migliori condizioni contrattuali. In alcune province — soprattutto nei centri urbani o in territori caratterizzati da un boom edilizio — si superano anche queste cifre.
- CENTRO ITALIA: le retribuzioni sono intermedie, oscillando tra 1.300 e 1.700 euro netti mensili. La presenza di città d’arte e un certo dinamismo nei lavori pubblici mantengono vitale il settore, anche se la domanda non raggiunge i livelli del nord.
- SUD ITALIA: qui i livelli retributivi sono nettamente inferiori, con stipendi che nella maggior parte dei casi spaziano fra 900 e 1.300 euro netti al mese. La causa è da ricercare in una minore presenza di grandi cantieri, competitività elevata, domanda locale più debole e condizioni di mercato meno favorevoli.
Questo divario si riflette anche sulla retribuzione annua: nelle regioni più ricche, i guadagni su base annua possono raggiungere 27.200 euro, mentre nelle zone meno sviluppate la media scende notevolmente.
Altri fattori che influenzano il guadagno
- Dimensione e solidità dell’azienda: Le realtà strutturate, capaci di conquistare appalti di rilievo, pagano tipicamente meglio rispetto ai piccoli imprenditori operanti su base locale.
- Tipo di contratto applicato: Il CCNL Edilizia regola le minime retribuzioni, ma possono essere previsti premi di produzione, benefit, indennità per mansioni specialistiche o trasferte che aumentano la busta paga.
- Specificità del lavoro: Gli interventi in altezza, i restauri delicati o i lavori notturni sono in genere meglio retribuiti, proprio per la natura più rischiosa o tecnica del compito.
- Contributi e tassazione: Oltre alle imposte nazionali e locali (aliquote IRPEF progressive dal 23% al 43%, con addizionali fino a oltre il 3% a seconda della regione), vanno considerati contributi previdenziali tra il 9,19% e il 5,84% (riduzione per apprendistato).
- Lavoro straordinario: Ore aggiuntive e lavoro nei festivi sono remunerati secondo quanto previsto dal contratto collettivo e possono accrescere notevolmente il guadagno.
Il confronto con altre professioni dell’edilizia
Il lavoro del muratore, se confrontato con altre figure operative nell’edilizia, si colloca su livelli retributivi intermedi: alcune specializzazioni — come carpentieri o piastrellisti di alto livello — possono raggiungere guadagni simili o superiori, soprattutto in presenza di lavori particolari o rare competenze tecniche.
Il ruolo del mercato e delle prospettive future
Le tendenze del settore nel 2025 confermano che la domanda di manodopera qualificata rimane consistente nelle aree più dinamiche del paese, mentre soffre più stagnazione nel Mezzogiorno. Gli investimenti pubblici in infrastrutture e i superbonus rappresentano un importante traino per il comparto e possono, a seconda delle politiche nazionali, influenzare positivamente i livelli retributivi futuri.
Nonostante alcuni automatismi contrattuali di adeguamento e i rinnovi periodici del CCNL, la professione del muratore resta molto esposta a differenze locali e cicli economici, mostrando una certa vulnerabilità rispetto alle variazioni nella domanda di edilizia residenziale e pubblica.
Conclusione: il “vero” guadagno del muratore oggi
Il guadagno reale di un muratore nel 2025 è fortemente influenzato da esperienza, specializzazione e località. Per un lavoratore dipendente, lo stipendio medio oscilla tra 1.200 e 1.700 euro netti al mese, mentre un tecnico altamente specializzato e richiesto in una regione settentrionale può ottenere tra 2.000 e 2.500 euro netti mensili. Chi è alle prime armi o lavora in zone meno sviluppate si ferma generalmente tra 700 e 1.200 euro netti mensili. Le cifre possono salire ulteriormente per chi lavora come muratore autonomo, in presenza di commesse continuative e clientela fidelizzata.
Fare il muratore resta dunque una professione con margini di crescita salariale, ma anche esposta a significative differenze di reddito dovute al territorio e alla capacità di inserirsi nei contesti lavorativi più favorevoli.








